Descrizione
A volte bisogna lottare per far sentire la propria voce. E soprattutto serve qualcuno che sia disposto ad ascoltare e a rispondere. Lilou, Samantha, Bastien e Farouk non sono stati ammessi al triennio delle superiori. Ognuno di loro ha una storia difficile alle spalle, ma tutti condividono una grande fragilità e un certo pessimismo riguardo al futuro. Quando Agathe Fortin, una giovane e appassionata insegnante, gli propone l’ambiziosa e inedita sfida di partecipare a un concorso di eloquenza, i quattro ragazzi finiscono per accettare nonostante l’iniziale scetticismo, perché per la prima volta qualcuno crede in loro. Con questo romanzo Isabelle Pandazopoulos ci fa sperare in un mondo in cui le parole, che spesso marcano le differenze sociali e le cristallizzano, ritrovano il loro potere come strumento di emancipazione.
Lilou, Samantha, Bastien e Farouk sono quattro adolescenti con grossi problemi scolastici (ognuno per ragioni diverse)
che vivono in un angolo sperduto della Francia. Incapaci di sognare un futuro diverso, credono che il loro destino sia già
scritto, nonostante la giovane età. È allora che appare sulla loro strada Agathe Fortin, un’appassionata insegnante di francese. La sua strana e ambiziosa sfida è prepararli per una gara di eloquenza. Loro che non hanno parole, dovranno raccontare la propria storia ad alta voce. Nonostante l’iniziale scetticismo, Agathe Fortin riesce a suscitare una certa curiosità e soprattutto a conquistarsi la loro fiducia. È la prima volta che qualcuno crede in loro. A poco a poco, nonostante le differenze e i caratteri, tra i quattro ragazzi nasce l’amicizia e perfino l’amore. Agathe Fortin gli insegna il potere delle parole: uno strumento per
farsi ascoltare ed esistere davvero.
